Calendario: 30 x 30 cm circa. Aperto misura 30 x 60 cm circa. 2 pagine ogni mese.
Dove passione e perfezione si incontrano
Autore: Lisa Hofer
(26.07.2007)

Dopo le nubi nere che si erano addensate sulla band che si erano risolte con il travagliato abbandono della singer Tarja, le voci sul futuro della band e sulla posizione vacante dietro al microfono si erano moltiplicate. Ora, tutto pare scomparso: con "Dark passion play", i Nightwish ritornano ancora più convincenti di prima, impreziositi dalla splendida voce della singer svedese Anette Olzon. Il leader Tuomas Holopainen ci parla di come cercare un ago nel pagliaio, di bellezza imperitura e oscure sensazioni.
"La musica di "Dark passion play" era già composta da tempo, io ho cominciato a scrivere il nuovo album già nel 2005. Dopo qualche tempo avevo circa 15 canzoni, abbiamo provato per tutta l’estate e registrato. Tutto era finito, mancavano solo alcuni passaggi orchestrali e ovviamente le vocals. Avevo tutte le melodie nella mia testa, ma trovare una cantante non era così facile perché serviva qualcosa di più che la sola voce", ci riferisce Tuomas. "Siamo rimasti in studio per più di dieci mesi, solo il missaggio ha richiesto 75 giorni. Ovviamente, ci sono una moltitudine di arrangiamenti che richiedono tutto quello sforzo. Ma devo ammettere che faccio sempre un po’ fatica a mettere la parola fine ad un nuovo album. E’ impossibile che tutto si perfetto, c’è sempre qualcosa che può essere migliorato. A volte sono solo piccoli dettagli che probabilmente l’ascoltatore non noterebbe nemmeno, ma è mia abitudine cercare di raggiungere sempre il meglio possibile. Ad un certo punto ho dovuto dirmi che avevo fatto tutto quello che potevo e che il risultato era vicino quanto si poteva ad essere perfetto. Altrimenti non sarebbe mai finito!", il nostro autore trasmette una viscerale passione per la musica che emerge ad ogni parola. Per il piacere della perfezione, "Dark passion play" è diventato il disco più costoso mai prodotto in Finlandia e il risultato è degno di tale investimento.
Così, la musica del genio di Holopainen era già stata registrata da tempo quando è cominciata la ricerca di una voce adeguata: "Volevamo aspettare fino alla fine, cercare con attenzione e non impegnarci con una cantante prima del necessario. Così ho chiamato Annette non prima del gennaio di quest’anno per dirle che avremo avuto del lavoro per lei per i prossimi anni."
Ma la strada per questa decisione è stata più tortuosa. "Abbiamo ricevuto più di 2,000 demo e li abbiamo ascoltati tutti. Alla fine ne abbiamo selezionati 50 a cui abbiamo mandato un CD con alcuni versioni strumentali delle nostre canzoni e alla fine sono state meno di 10 le ragazze che abbiamo incontrato personalmente", Tuomas ricapitola le difficile ricerca. Annette Olzon, la trentacinquenne svedese è stata da subito una delle più serie candidate. Tuomas spiega quali erano i requisiti cercati: "La nuova cantante dei Nightwish, certamente, doveva avere lo stesso spettro vocale di Tarja, perché doveva cantare le vecchie canzoni. Ma allo stesso tempo cercavamo una voce con un colore diverso. Nel suo stile Tarja cantava le canzoni dei Nightwish in modo perfetto, perciò un clone non avrebbe mai raggiunto la stessa espressività dell’originale. La voce di Tarja era come una fredda mattina d’inverno in montagna, sognante, drammatica e heavy. Eravamo dell’opinione che una voce profondamente narrativa, tipicamente da cantastorie, dolce e potente allo stesso tempo, potesse anche fare meglio di Tarja. Anette era esattamente quel tipo di voce, questo è stato chiaro fin dall’inizio. Ma allo stesso tempo un nuovo membro della band deve avere più di questo. Abbiamo molto da fare insieme, quindi il carattere è importante, perché il miglior musicista non serve a nulla se non si instaura una visione comune. Trovare una voce favolosa è già abbastanza difficile, ma trovarla in combinazione con una persona con la quale poter costruire anche un’amicizia è quasi impossibile. In questo momento sono veramente contento di come stanno andando le cose. E’ un’evoluzione e tutti noi dobbiamo confrontarci con la nuova situazione, ma posso dire che insieme ad Anette abbiamo avuto solo momenti positivi, lei è una persona molto aperta e amichevole, ed ha un fantastico senso dell’umorismo. Posso solo pensare che ci divertiremo un mondo insieme, ma solo il tempo dirà se la sensazione è quella giusta. Ci saranno molti ostacoli da superare insieme, non abbiamo ancora suonato dal vivo insieme, ad esempio. Ma siamo stati insieme a Los Angeles per girare il video di "Amatanth" e tutto è andato benissimo." La soddisfazione per la nuova collaborazione è palpabile nelle parole del tastierista. Ma per il momento può solo ipotizzare cosa cambierà nelle performance live "non riesco ad immaginarmi Anette con grandi abiti di taglio gotico, non è il tipo. Anette è puro rock’n’roll e posso solo sperare che lo farà vedere sul palco. Ha come un fuoco che le brucia dentro. Non mi importa granché delle apparenza, basta che lei si senta in grado di esprimersi al meglio. Sarà però lei a decidere come presentarsi sul palco e come gestire la situazione. Non avrei alcun problema se decidesse di tingersi di biondo o raparsi a zero, se la cosa la facesse sentire libera. Ma non sono molto preoccupato che ciò possa accadere, Anette ha dimostrato di avere un grande gusto. Noi possiamo parlare di tutto e questo ci fa sentire veramente a nostro agio."
Tuomas ci tiene a sottolineare come la collaborazione sia ottima a livello personale, un richiamo al fatto che negli ultimi tempi con Tarja fosse tutto fuorché rilassante. Ma l’argomento Tarja sembra assolutamente finito: "Non abbiamo più alcun contatto. Ma ovviamente le manderemo il nuovo album, è stata così gentile da mandarci il suo cd di Natale. Non nutro alcun rancore verso di lei, ormai tutto quello che è successo appartiene al passato"
Per "Dark passion play", ad ogni modo, il 2005 è stato un anno importante. "Credo sia il nostro disco più oscuro. C’è stata molto energia negativa che è confluita nel songwriting e specialmente nelle liriche, ma credo sia normale. La situazione che vivi al momento condiziona il lavoro di un artista e sotto molti aspetti il 2005 è stato un anno difficile. Con le mie composizioni creo il mio microcosmo in cui spesso mi immergo, e questo lo si può capire dalle canzoni. Comunque, alcuni dei miei migliori amici dicono che in fondo questa tendenza dark non si sente nemmeno molto, dipende molto dal come una interpreta, e poi la voce soft di Anette illumina tutto con la sua leggiadria"
"Dark passion play" non è un titolo così chiaro: "Il titolo dell’album è grandioso. Sono stato subito contento quando mi è venuto in mente. E’ successo quasi all’ultimo, originariamente il titolo doveva essere "The poet and the pendolum", come la prima canzone. Tutti possono interpretare un titolo così a modo loro e richiede un attimo di riflessione. Terrò la mia interpretazione per me stesso. E’ chiaro però che puoi leggerlo come "DARK passion play" o "Dark passion PLAY" il che è piuttosto diverso."
Se vi state preoccupando della comprensibilità delle liriche di Tuomas in generale, potete rilassarvi, i testi sono meno cripitici. "For the heart I once had", ad esempio, è una tipica canzone dei Nightwish che parla di un’infanzia misteriosa a lungo dimenticata. "Non ero sicuro che questa canzone finisse sull’album, non è una delle mie preferite." La bellissima opener, ad ogni modo, è assolutamente: "Una gran canzone e ho pensato molto alla sua posizione nell’album- voglio dire. È lunga 13 minuti. Generalmente le canzoni più epiche di questa durata vengono messe alla fine del disco, ma non volevo farlo, perché non amo molto i cliché. E l’ultima canzone, 'Meadows of heaven', è ottima come chiusura, come un piacevole ritorno a casa. Al momento questa è la song che mi resta più impressa e doveva essere messa alla fine dei 75 minuti".
Il singolo "Amaranth" è talmente orecchiabile che dopo averlo sentito non riesci a liberartene. "Il titolo è tratto da un bellissimo fiore fantastico che significa perfezione, bellezza eterna e bontà." Anche "The islander", cantata dal bassista Marco Hietala, è notevole. Tuomas ricorda la sua nascita: "eravamo seduti in camerino prima di uno show e Marco stava suonando una canzone con la chitarra acustica, un brano che non aveva intenzione di usare per la sua altra band, i Tarot. Ho ascoltato la melodia e immediatamente mi sono figurato un vecchio, tipo il guardiano di un faro, e la sua vita sull’isola. Questa visione incarna alla perfezione la strumentazione celtica della canzone e non c’è alcun messaggio nascosto. Il testo è un racconto e non necessita alcuna interpretazione."
"Dark passion play" ha molte sfaccettature, musicalmente, vocalmente e nei contenuti. E’ un viaggio meraviglioso nel mondo della fantasia. "In questo album c’è più o meno tutto, il che potrebbe essere una sfida per l’ascoltatore, ma almeno non dovrebbe annoiarlo!", ride Tuomas e aggiunge: "non bisognerebbe giudicare il disco prima di averlo ascoltato una decina di volte".