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From afar

by Ensiferum

Ensiferum - From afar
Prodotto: LP
Categoria: Vinile
Genere: Death
EMP Articolo-N°: 176252
In Catalogo dal: 27.08.2010
EUR 13,99
Prezzo IVA inclusa +
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Il fiore di Lindroos – Ensiferum - I testi narrano

Autore: Björn Thorsten Jaschinski (03.05.2007)

Ensiferum
Si tratta, in ordine di tempo, della terza prova degli Ensiferum, che propongono in "Victory songs" l'ultimo episodio della saga pagan/folk metal finlandese. Ma i cavalieri che brandiscono spade e sono dipinti con i colori di guerra non temono alcuna concorrenza.

Sembrava che le cose potessero essere cambiate dopo che il frontman, Jari Mäenpää, immediatamente dopo l'uscita di "Iron" nel 2004, lascò la band per formare un suo nuovo gruppo di successo, i Wintersun. Invece Petri Lindroos, il nuovo cantante e chitarrista si è presto imposto come catalizzatore della band. Petri, il gigante, è stato consacrato dalla comunità immediatamente dopo il Wacken Roadshow-Tour 2006, che ha visto gli Ensiferum al top. Nell'ultimo show di Stoccarda, ha trascinato il pubblico non solo grazie alla precisione del suo show: dando libero sfogo alle sue doti nascoste di intrattenitore esperto, ha mostrato di avere tutti i numeri per affrontare una seconda carriera come spogliarellista. E' un sorridente Lindroos a raccontarci quella serata: "Era il compleanno del nostro bassista Sami Hinkka e avevamo l'occasione di fare una cover di Napalm Death: c'era anche il marito della nostra tastierista, che è il batterista dei Finntroll. Dato che aveva studiato in precedenza questo pezzo piuttosto complesso della storia della musica, sapeva cosa fare.
Dobbiamo assolutamente ricordare che il singolo più breve della storia dura poco più di un secondo. "Con il nostro sound potevamo affrontare la sfida! Il mio primo album dei Napalm Death-album è stato quello del loro debutto, 'Scum'. Mia sorella ha dieci anni più di me e mi ha sempre maltrattato con Michael
Jackson e Madonna. Mi piace ancora questo tipo di musica". Petri si presenta così, senza falsi pudori. "Il primo nastro che ho comprato con i miei soldi è stato ‘Countdown to extinction’ dei Megadeth . Di questo album e di ‘Rust in peace’, ho gli spartiti per chitarra. Ci vorranno forse ancora dieci anni prima che riesca a suonare quei folli assoli di Marty Friedman e Dave Mustaine – il che mi scoccia da morire. Chris Poland, predecessore di Marty, inoltre, è decisamente geniale.
Rispetto a quest'opera di altissima complessità musicale, "Lady in black" degli Uriah Heep sembra un evergreen di rock per boy-scout: "Gli Uriah Heep erano già una leggenda molto prima che nascessimo e ci piace da morire questa splendida ballata folk. Abbiamo reinciso quel pezzo come bonus per il singolo finlandese e l'edizione limitata di 'Victory songs' modificandolo con alcuni strumenti tradizionali." Con il suo approdo agli Ensiferum, si è aperta per Petri una nuova prospettiva musicale. Come chitarrista e frontman dei Norther, non aveva familiarità con questo background lirico, e neppure con le tecniche compositive e di performance fortemente tradizionali. "Dev'essere stato nel 2001 che ho visto gli Ensiferum per la prima volta. Non ho mai sentito i demo. Da allora ci siamo incontrati ogni tanto, specialmente perché come Norther avevamo la sala prove nello stesso edificio. Dopo che Jari li ha lasciati hanno cercato disperatamente un sostituto temporaneo per il tour. Entro due settimane avevo imparato le canzoni e avevo incominciato ad amarle. Prima non avevo mai ascoltato o suonato Folk. Per me è stata una sfida. Inoltre adoro andare in tour!". Su un autobus con i miei compaesani, i Finntroll e i The Wake, si è subito bevuto quel tanto che basta per inaugurare una salda amicizia. "Per quanto mi riguarda, ho capito sin da subito che potevo cantare solo le parti in pulito. Anche perchè in quel periodo suonare la chitarra non distorta non era il mio forte. Suonare con loro mi ha migliorato come cantante e come musicista. Provando e riprovando con tenacia sono anche migliorato nei riff complicati ed nei tempi con la voce. All'inizio loro cercavano un musicista completo come Jari, ma Markus e Sami hanno saputo gestire perfettamente il fatto di affrontare i cori senza il mio supporto.
Il primo test di Petriè stato il mini-CD "Dragonheads" con un nuovo pezzo del fondatore della band e chitarrista Markus, la splendida cover degli Amorphis "Into hiding", insieme a materiale più vecchio tradizionale: "Come per il nuovo album, ho registrato quasi tutta la chitarra da solo nel mio studio. 'Dragonheads' è un inno vichingo, ecco perché sulla copertina c'è la nave al posto della continuazione della saga sui nostri guerrieri barbuti.
Dato che i testi sono stati scritti da tutti noi con un mix di mitologia e fiction, riesco a identificarmici assai bene".
Anche se gli Ensiferum hanno sempre cantato di battaglie eroiche, i musicisti hanno dovuto farsi prestare dagli amici armi, armature e cotte in maglia di ferro per le session fotografiche. "Impossibile indossare tutta quella roba per un concerto! E' già stata un'impresa portare la cotta di circa 20 chili e stare in piedi per sette ore circa. Non avete idea di quanto ci si sente leggeri quando la si toglie. E sì che ho lavorato in un negozio per diversi anni, quindi dovrei essere abituato alla fatica fisica ." A parte gli intensi show e le session di bevute praticamente obbligatorie, le priorità di Petri sono di natura spirituale e creativa. Quindi non teme che agli Ensiferum possano mai mancare l'ispirazione lirica e le melodie. E neppure investono tutto in progetti collaterali. "Insomma, abbiamo un progetto musicale su cui lavorare. Oltre a me con i Norther, solo il nostro batterista Janne Parviainen ha un altro progetto in corso.
Come nel caso di Roope nei Children Of Bodom o Marko nei Nightwish,
Janne in qualità di rappresentante di una delle prime generazioni di Metal finlandese è salito a bordo con gli Ensiferum. "E' una sorta di figura paterna che ha sempre in serbo storie toste da raccontare, come nel tour del 1992 con Waltari. Janne conosce il business, conosce i problemi che possiamo avere in tour ed è un batterista di prim'ordine. E' innamorato dell'avventura e certo non è la persona più posata e morigerata della band. Nel nostro tour in Giappone, nel 2005, eravamo completamente sbronzi e siamo andati ad esplorare Tokyo con la metro. Dopo cinque ore del più totale disorientamento, alla fine siamo riusciti a tornare in albergo e abbiamo continuato a bere".
I testi del nuovo singolo, "One more magic potion", parlano di abuso di alcolici, pur trasferendo la scena dalla grande metropoli alla foresta. Lo stesso Petri ha da tempo trovato la propria bevanda magica: "Il Gin Tonic è il rimedio magico per tutti i momenti della vita. Non solo mi fa sentire bene, ma anche l'ambiente che mi circonda ci guadagna. Il testo parla di troll e dei, ma in effetti si tratta solo di un inno alla bontà della birra. Se credo nei troll? Beh, dato che conosco almento sei Finntrolls, devo proprio rispondere di sì!" Come non detto. Parlando di creature fantastiche, Ahti non è solo il dio del mare e della pesca ma anche il nome di un progetto Black Metal di Ville (Moonsorrow) e Henri Sorvali (Finntroll e Moonsorrow).
"Ah, non lo sapevo. Comunque so per certo che mi trovo molto più a mio agio con una birra che in alto mare. Sono anni che non vado a pescare. Athi viene invocato affinché permetta una pesca fruttuosa ma può trasformarti la vita in un inferno se ti spingi troppo in là, in mare aperto. Di questo parla il testo. Bisogna rispettare il mare: non pisciare in acqua!"
Per il momento, Petri non si deve preoccupare della propria forma fisica: "Victory songs" è una singolare marcia trionfale che inizia con "Ad victoriam" e si conclude gloriosamente con la title-track. "Cercavamo un titolo potente e tosto per l'overture ed eravamo ben consapevoli di quanto assomigliasse a ‘... for victory’ dei Bolt Thrower. C'è l'impulso comune di andare in guerra, rimanere in stato di guerra, ecc., ecc.. Dopo tutto siamo noi i vincitori anche se tutti i nostri amici sono morti. Teniamo alto il loro ricordo e brindiamo nel loro nome." Petri non sembra prendere troppo sul serio questo immaginario e non teme la polizia sulla scena del Pagan Metal. "Non ci importa se non tutto è vero al 100% o se non è permesso riderci sù. Se prendi questa musica troppo sul serio il mondo ti sembra senza speranza e non ti resta che il suicidio. E' ovvio che lavoriamo seriamente ai nostri testi, ma sappiamo anche ammiccare ironicamente alla realtà che ci circonda. Dopo averle registrate, ci siamo resi conto di quante melodie gioiose contiene ‘Victory songs’. E dunque, come sarebbe possibile fare a meno di ridere on-stage?", afferma ponendosi una domanda retorica.

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