Esaurito

Immortalis | CD | Overkill

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10 song che riportano agli splendori del passato.
Codice articolo 433010
Titolo Immortalis
Genere Musicale Thrash Metal
Tema Band
Band Overkill
Data di pubblicazione 01/08/2008
Tipologia prodotto CD
Media - Formato 1-3 CD

CD 1

  • 1.
    Devils In The Mist
  • 2.
    What It Takes
  • 3.
    Skull And Bones
  • 4.
    Shadow Of A Doubt
  • 5.
    Hellish Pride
  • 6.
    Walk Through Fire
  • 7.
    Head On
  • 8.
    Chalie get your gun
  • 9.
    Hell is
  • 10.
    Overkill V... The Brand

da Riccardo Manazza (21.01.2008) Una premessa è necessaria: se pensate che gli Overkill non abbiano prodotto nulla di interessante dopo ‘The Years Of The Decay’ non perdete tempo a leggere questa recensione o ad ascoltare questo disco. In caso contrario sappiate che si tratta semplicemente dell’ennesimo discreto lavoro della band di New York, collocabile qualitativamente dalle parti di ‘Necroshine’ e ‘Killbox 13’. Scendiamo nei dettagli. Il suono: ricalca senza sorprese le scelte che la band ha fatto da ‘W.F.O.’ in poi, basso molto in evidenza, tanto groove e base ritmica protagonista con qualche sacrificio di troppo alle chitarre secondo il nostro gusto. Di buono c’è che nella tipologia enunciata questa appare essere la migliore delle produzioni avute dagli Overkill, l’amalgama è perfettamente equilibrata e la resa anche a volume alto non distorce mantenendo inalterato l’impatto. La voce: sempre più acida. Ormai da anni abbiamo imparato a scordarci il Bobby Blitz degli inizi, in grado di produrre modulazioni su tonalità alte e digrignare parole d’odio con la rabbia di un cavernicolo. Oggi il suo range vocale è diminuito e il ghigno ha assunto la dimensione stridula del dopo ventimila sigarette. Poco male, resta dalla sua parte un’espressività unica che continua a renderlo inimitabile pur con gli attuali limiti. I brani: sono forse la nota più inaspettatamente positiva del disco. Dopo la scarsa efficacia di ‘ReliXIV’ qui possiamo gustarci senza dubbio alcune delle migliori tra le composizioni recenti: ‘Skull And Bones’, che vede ospite anche Randal Blythe dei Lamb Of God, è trascinante come solo una vera thrash song può essere e anche ‘Devils In The Mist’, ‘Hellish Pride’ e ‘Walk Through Fire’ promettono sfaceli se inserite nella scaletta dei prossimi live. Purtroppo la qualità non regge per tutta la lunghezza della tracklist e brani sgonfi e ripetitivi come ‘Charlie Got Your Gun’ e ‘Hell is’ verranno probabilmente saltati dopo un paio di ascolti forzati. Non molto riuscito nemmeno l’ennesimo capitolo a titolo ‘Overkill V’, con temi ripresi dalle vecchie song di cui sembra solo una sbiadita copia. Qualche luce, qualche ombra, tanto basterà ai fan per gradire il prodotto e ai non interessati per continuare ad ignorare la band.

da Riccardo Manazza (07.10.2007) Una premessa è necessaria: se pensate che gli Overkill non abbiano prodotto nulla di interessante dopo ‘The Years Of The Decay’ non perdete tempo a leggere questa recensione o ad ascoltare questo disco. In caso contrario sappiate che si tratta semplicemente dell’ennesimo discreto lavoro della band di New York, collocabile qualitativamente dalle parti di ‘Necroshine’ e ‘Killbox 13’. Scendiamo nei dettagli. Il suono: ricalca senza sorprese le scelte che la band ha fatto da ‘W.F.O.’ in poi, basso molto in evidenza, tanto groove e base ritmica protagonista con qualche sacrificio di troppo alle chitarre secondo il nostro gusto. Di buono c’è che nella tipologia enunciata questa appare essere la migliore delle produzioni avute dagli Overkill, l’amalgama è perfettamente equilibrata e la resa anche a volume alto non distorce mantenendo inalterato l’impatto. La voce: sempre più acida. Ormai da anni abbiamo imparato a scordarci il Bobby Blitz degli inizi, in grado di produrre modulazioni su tonalità alte e digrignare parole d’odio con la rabbia di un cavernicolo. Oggi il suo range vocale è diminuito e il ghigno ha assunto la dimensione stridula del dopo ventimila sigarette. Poco male, resta dalla sua parte un’espressività unica che continua a renderlo inimitabile pur con gli attuali limiti. I brani: sono forse la nota più inaspettatamente positiva del disco. Dopo la scarsa efficacia di ‘ReliXIV’ qui possiamo gustarci senza dubbio alcune delle migliori tra le composizioni recenti: ‘Skull And Bones’, che vede ospite anche Randal Blythe dei Lamb Of God, è trascinante come solo una vera thrash song può essere e anche ‘Devils In The Mist’, ‘Hellish Pride’ e ‘Walk Through Fire’ promettono sfaceli se inserite nella scaletta dei prossimi live. Purtroppo la qualità non regge per tutta la lunghezza della tracklist e brani sgonfi e ripetitivi come ‘Charlie Got Your Gun’ e ‘Hell is’ verranno probabilmente saltati dopo un paio di ascolti forzati. Non molto riuscito nemmeno l’ennesimo capitolo a titolo ‘Overkill V’, con temi ripresi dalle vecchie song di cui sembra solo una sbiadita copia. Qualche luce, qualche ombra, tanto basterà ai fan per gradire il prodotto e ai non interessati per continuare ad ignorare la band.