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Descrizione articolo

Audrey Horne sono tornati con una nuova formazione ed un nuovo album. Fondati nel 2002 a Berge, in Norvegia si riconfermano tra le band che suonano un metal potente, pesanti e melodico come Immortal ed Enslaved, nati dalla stessa terra!

Scheda Articolo

Codice articolo 434322
Genere Musicale Hard Rock
Esclusiva EMP No
Media - Formato 1-3 CD
Tema Band
Band Audrey Horne
Tipologia prodotto CD
Data di pubblicazione 22/03/2008
Genere Unisex

CD 1

  • 1.
    Last chance for a serenade
  • 2.
    Jaws
  • 3.
    Last call
  • 4.
    Threshold
  • 5.
    Monster
  • 6.
    Afterglow
  • 7.
    In the end
  • 8.
    Pretty girls make graves
  • 9.
    Bright lights
  • 10.
    Hell hath no fury
  • 11.
    Wish you well
  • 12.
    So long, euphoria

da Riccardo Manazza (24.01.2008) Difficile da inquadrare la proposta dei norvegesi Adurey Horne, ancora di più se pensate che della partita sono membri di Enslaved, Sahg e Gorgoroth. Nulla a che vedere con l’estremo comunque, si tratta più che altro di hard rock moderno o post rock se preferite, ma con bagaglio di idee sorprendenti che non permette l’affiliazione definitiva a nessuna categoria precisa. Non inventano praticamente nulla, ma frullano le loro influenze di continuo rimanendo inafferrabili e puntando così di fatto sulla qualità delle singole canzoni. Ovvio che queste ultime siano a volte piuttosto distanti tra di loro e spesso sorprendenti, pur mantenendo una struttura sufficientemente semplice. E’ che ci si sente confusi quando un brano inizia con una chitarra grassa che ricorda i Melvins, ma il coro sembra preso dagli Him, un altro ha una strofa alla Faith No More e si apre in un ritornello che rimanda ai Fates Warning. E dopo qualche minuto ci si ritrova a pensare agli Alice In Chains e agli Incubus. Sembrerebbe una cosa mostruosa detta così, ma i nostri riescono a farla funzionare in modo dannatamente fluido. Era dai tempi dei migliori Pyogenesis che non si ascoltava una band tanto poliedrica nella sua essenzialità. Ci sono brani che potrebbero entrare tranquillamente negli airplay internazionali per la loro facilità, eppure riescono spesso a riservare qualche sorpresa. Non tutte le song sono però dello stesso livello e soprattutto nella seconda parte del disco arriva l’impressione che qualche forzatura l’abbiano fatta per farci entrare tutta sta quantità di roba nello spazio angusto di un solo album. Nel complesso c’è parecchio di che essere contenti però. Se poi vi fermate ad ascoltare piccoli capolavori di gusto e modernità come "Threshold", "Last Chance For a Serenade" o "Monster" non avrete dubbi di aver speso bene il tempo dedicato loro.