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Arrivo dell'ordine circa: 24 aprile 2019 - 25 aprile 2019

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Codice articolo 394081
Sesso Unisex
Genere Musicale Symphonic Metal
Media - Formato 1-3 CD
Tema Band
Band Avantasia
Tipologia prodotto CD
Data di pubblicazione 15.02.19
Tobias Sammet e la sua band di all star sono tornati con un piccolo capolavoro sotto ogni punto di vista.
CD 1
1. Ghost In The Moon 2. Book Of Shallows 3. Moonglow 4. The Raven Child 5. Starlight 6. Invincible 7. Alchemy 8. The Piper At The Gates Of Dawn 9. Lavender 10. Requiem For A Dream 11. Maniac 12. Heart (BONUS)
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Maurizio M.

37 Commenti

Pubblicato in data: 1 marzo 2019

SPETTACOLARE

AVANTASIA - Moonglow
febbraio 27, 2019


Nuclear Blast
Quanta attualità mi perdo per qualche anno che non seguo assiduamente la scena metal internazionale? Tobias Sammet è il cantante degli Edguy, ma nel 2000 ha messo su il progetto estemporaneo degli Avantasia, con il preciso scopo di realizzare una "Metal Opera" in due volumi, usciti rispettivamente nel 2001 e nel 2002. Usando il linguaggio musicale del Power Metal Sinfonico/Progressivo. E poi... nulla più. Ma una cosa tanto peculiare poteva non avere un seguito? Assolutamente. Difatti, pochi anni dopo, il progetto è stato riesumato e... oggi siamo già all'ottavo album complessivo del progetto Avantasia. "Moonglow" appare ovviamente come una "Metal Opera" piena zeppa, come di consueto, di guest-vocalists di fama internazionale. Una versione tedesca degli Ayreon, se vogliamo. Ugualmente caratterizzata da un'enfasi narrativa tale da inglobare l'elemento Metal in un contesto fortemente sinfonico, anzi direi... ai limiti del Musical. Con dette premesse, la qualità complessiva o è eccellente o è eccellente. Non si scappa. E beh, ragazzi, qui le premesse sono state mantenute in pieno. Ascoltate ad esempio l'iniziale "Ghost On The Moon": quasi 10 minuti di energia Power Metal alternata con elementi sinfonici e parti "madrigalistiche" più intimiste. Un ottimo incipit. Più classicamente Power è "Book Of Shallows", ma l'alternarsi di Sammet con Hansi Kurch dei Blind Guardian, con il mitico Ronnie Atkins dei Pretty Maids (!), con Jorn Lande dei Masterplan e con... Mille Petrozza dei Kreator (!!!) la dice lunga sull'assortimento di stati d'animo toccati da un brano del genere. Capolavoro di melodie vocali è la title-track, con la sua coralità "celestiale". Non per nulla è presente Candice Night dei Blackmore's Night, capace di nobilitare le parti cantate fino a questo punto. Pura Arte! Un altro picco piuttosto alto sul disco è il madrigalone di oltre 11 minuti "The Raven Child", di nuovo con Kusch e Lande alle vocals assieme a Sammet. Quando il brano si accende di elettricità, accentuando i contrasti con le parti piano/voce/orchestra, risuona epico e potente, caratterizzato da un cantato ai limiti dell'AOR/Melodic Metal. Bello al punto di strappare qualche lacrimuccia. Il brano comunque contiene differenti parti, compresa una "battagliera" e veloce parte finale. Quindi l'attenzione dell'ascoltatore non va mai scemando. Questo è molto importante al fine di non trasformare la lunga durata in prolissità. L'alternarsi di brani più esigui di durata prosegue poi con "Starlight", cantata di nuovo in coppia con Atkins: delizioso concentrato "AOR/Metal" immediato ma di buona classe. Arriviamo poi all'accoppiata di "Invincible" ed "Alchemy", entrambe interpretate da Tobias assieme a... Sua Maestà Geoff Tate. La prima è un altro super-madrigale talmente ben riuscito che ci farà dimenticare l'esistenza stessa de Il Volo, e che ha il compito di introdurre la successiva, una traccia sciorinante un eccellente lavoro di melodia e classe vocale, su un tappeto sonoro ai limiti dell'Epic Metal. Sublime! Si arriva quindi a "The Piper At The Gates Of Dawn" (titolo ispirato sicuramente, al pari del titolo del primo album dei Pink Floyd, dall'omonimo capitolo del libro di fiabe "The Wind In The Willows"), brano Prog Metal caratterizzato da ottimi arrangiamenti di keyboards nonché da guest-performance vocali sempre di Atkins, Lande e Tate, ma stavolta assieme a... oddio, che sorpresa: Bob Catley dei Magnum (e cacchio se si sente!) ed Eric Martin dei Mr. Big (anche lui si sente eccòme!!!). Wow, non vorrei commettere l'errore di valutare un brano in base alle "Stars" che ci cantano su, ma qui tutti i particolari timbri vocali assieme sono davvero una delizia per le orecchie. Soprattutto per chi li conosce bene. Catley fa poi un bel duetto con Sammet nella canzone, se vogliamo, più Magnum-oriented: "Lavender", molto bella per gli arrangiamenti di tastiera pomposi e per i consueti refrain corali di un'epicità e classe molto alta. Le sorprese non sono mica finite qui: su "Requiem For A Dream", brano Helloween-oriented, ritroviamo come vocalist ospite addirittura Michael Kiske: aoh, qui se non siamo nella Storia del Power Metal "se ne annamo tutti a casa"! Alla fine troviamo ancora Martin e Sammet impegnati in una Metal-cover della mitica "Maniac" dalla colonna sonora di Flashdance, molto, molto carina. Ottimo modo per concludere un album così strepitoso. Ci saranno senz'altro tra i lettori di Giornale Metal molti detrattori degli stereotipi dello stile Power Metal, questo è umano. Ma dal momento che considero la qualità di quest'album quasi "sovraumana"... trascendete il genere e fatelo vostro. Due parole anche sulla bonus-track giapponese: "Heart" è una buona song di stile puramente AOR. Punto.

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