The atrocity exhibition - Exhibit A

CD
Maggiori informazioni
Disponibile a magazzino

Arrivo dell'ordine circa: 30 giugno 2021 - 1 luglio 2021

Solo 4 pezzo/i in stock

Condividi

Descrizione articolo

Terzo album degli Exodus dalla riunione. Thrash di vecchia scuola al 120%!

Scheda Articolo

Codice articolo 433256
Genere Musicale Thrash Metal
Esclusiva EMP No
Media - Formato 1-3 CD
Edizione Limited Edition
Tema Band
Band Exodus
Tipologia prodotto CD
Data di pubblicazione 26/10/2007
Genere Unisex

CD 1

  • 1.
    Call to arms
  • 2.
    Riot act
  • 3.
    Funeral Hymn
  • 4.
    Children of a worthless god
  • 5.
    As it was, as it soon shall be
  • 6.
    The atrocity exhibition
  • 7.
    Iconoclasm
  • 8.
    The garden of bleeding
  • 9.
    Bedlam 1-2-3
  • 10.
    Keine Titelinformation

da Starbuck (08.10.2007) Non servono certo molta fantasia per immaginarsi un nuovo disco degli Exodus, prima ancora di premere il tasto play sappiamo che ci troveremo davanti ad una cascata di riff thrash e ad un suono aggressivo dall’impatto devastante, supportato da una perfezione esecutiva senza macchia. Quello che resta in sospeso può essere solo un giudizio di merito sui brani contenuti, unica vera incognita per una band che ha saputo regalare momenti indimenticabili e anche scendere nella banalità più assoluta. Il precedente lavoro aveva lasciato qualche dubbio, soprattutto perché il nuovo singer non aveva soddisfatto del tutto i vecchi fan e il songwriting pareva troppo monocromatico nella sua formula violenza-velocità-violenza. Fortunatamente con questa prima parte del nuovo album (Exhibit B dovrebbe uscire nel corso del 2008) gli Exodus tornano ad essere decisamente più elaborati e vagamente melodici, con molti brani lunghi e strutturati. Una volta si sarebbe parlato di composizioni più mature, ma probabilmente il termine non calza più ad una band con 25 anni di carriera. Sta di fatto che, salvo un paio di brani, le composizioni sono tutte oltre i 7 minuti, un minutaggio rischioso da sostenere senza avere le idee completamente chiare. Ed è proprio nell’aver vinto questa sfida vinta che il disco si può dire riuscito: mettere insieme con tale efficacia momenti di impatto incondizionato, passaggi più misurati ed anche alcune parti di melodia pura non è cosa che si possano permettere in molti. Continuiamo a pensare che Rob Dukes non sia il miglior cantante possibile per gli Exodus, ma dobbiamo riconoscergli il merito di aver saputo adattare la propria voce al cambiamento messo in atto dalla band, evidenziando un progresso inaspettato. Resta da segnalare che dopo la pausa degli ultimi due anni Tom Hunting è tornato ad occupare il suo posto di batterista. Aspettiamoli in concerto dalle nostre parti, sarà una vera festa per tutti i vecchi e nuovi fan del thrash. Inossidabili!

da Riccardo Manazza (21.01.2008) Non servono certo molta fantasia per immaginarsi un nuovo disco degli Exodus, prima ancora di premere il tasto play sappiamo che ci troveremo davanti ad una cascata di riff thrash e ad un suono aggressivo dall’impatto devastante, supportato da una perfezione esecutiva senza macchia. Quello che resta in sospeso può essere solo un giudizio di merito sui brani contenuti, unica vera incognita per una band che ha saputo regalare momenti indimenticabili e anche scendere nella banalità più assoluta. Il precedente lavoro aveva lasciato qualche dubbio, soprattutto perché il nuovo singer non aveva soddisfatto del tutto i vecchi fan e il songwriting pareva troppo monocromatico nella sua formula violenza-velocità-violenza. Fortunatamente con questa prima parte del nuovo album (Exhibit B dovrebbe uscire nel corso del 2008) gli Exodus tornano ad essere decisamente più elaborati e vagamente melodici, con molti brani lunghi e strutturati. Una volta si sarebbe parlato di composizioni più mature, ma probabilmente il termine non calza più ad una band con 25 anni di carriera. Sta di fatto che, salvo un paio di brani, le composizioni sono tutte oltre i 7 minuti, un minutaggio rischioso da sostenere senza avere le idee completamente chiare. Ed è proprio nell’aver vinto questa sfida vinta che il disco si può dire riuscito: mettere insieme con tale efficacia momenti di impatto incondizionato, passaggi più misurati ed anche alcune parti di melodia pura non è cosa che si possano permettere in molti. Continuiamo a pensare che Rob Dukes non sia il miglior cantante possibile per gli Exodus, ma dobbiamo riconoscergli il merito di aver saputo adattare la propria voce al cambiamento messo in atto dalla band, evidenziando un progresso inaspettato. Resta da segnalare che dopo la pausa degli ultimi due anni Tom Hunting è tornato ad occupare il suo posto di batterista. Aspettiamoli in concerto dalle nostre parti, sarà una vera festa per tutti i vecchi e nuovi fan del thrash. Inossidabili!