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Codice articolo p575998
Esaurito

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Codice articolo 434071
Sesso Unisex
Genere Musicale Symphonic Metal
Esclusiva EMP No
Media - Formato 1-3 CD
Tema Band
Band Avantasia
Tipologia prodotto CD
Data di pubblicazione 25/01/2008
L'album degli Avantasia intitolato "The scarecrow". Sammet parte 3! Con una schiera di special guest, il frontman degli Edguy, ci propone una metal opera di alto livello.
CD 1
1. Twisted Mind 2. The Scarecrow 3. Shelter From The Rain 4. Carry Me Over 5. What Kind Of Love 6. Another Angel Down 7. The Toy Master 8. Devil In The Belfry 9. Cry Just A Little 10. I Don't Believe In Your Love 11. Lost In Space
Riccardo Manazza

da Riccardo Manazza (24.01.2008) Passano gli anni, si alternano gli stili musicali, cambiano le pettinature e il modo di vestire, ma una cosa rimane immutabile: quando un artista raggiunge una certa fama commerciale all’interno del mondo del metal il passo successivo è spesso quello di travalicare il genere cercando di ampliare la propria base di pubblico con chi di capelli lunghi e chitarre maleducate non vuole nemmeno sentir parlare. Si chiama diventare commerciali, nel caso di Tobias Sammet si chiama trasformare il progetto Avantasia in una poliedrica creatura potenzialmente in grado di fare palate di soldi con brani easy listening e ballate. E allo stesso tempo restare un punto di riferimento per la scena metal con canzoni elaborate e aggressive, condite di un numero di ospiti impressionante. Della partita sono infatti nomi altisonanti come Michale Kiske, Jorn Lande, Alice Cooper, Roy Khan, Bob Catley, etc… addirittura Rudolph Schenker e Kai Hansen come guest per un solo di chitarra. Tanta grazia messa al servizio di canzoni assolutamente piacevoli e spesso congeniate a dovere per valorizzare la star presente. Come non gioire nell’ascoltare la voce cristallina di Kiske su un brano speed come "Shelter From The Rain", oppure le vocals penetranti di "Another Angel Down", cortesia di un Jorn sempre impareggiabile nell’interpretare certe tonalità. E che dire dell’hard lussuoso di una "I Don’t Believe In Your Love", cromata e radiofonica come la più ruffiana delle produzioni anni ottanta. Senza farsi mancare la lunga e progressiva "A Twisted Mind", quasi un inedito dei Kamelot (non a caso abbiamo Khan come ospite). Di tutto un po’ insomma. Anche un singolo come ‘Lost In Space" che siamo pronti a scommettere avessero scritto i Duran Duran avrebbe riscosso l’odio atavico di ogni metallaro rispettabile e sfondato le classifiche di mezzo globo. Non da meno una ballad come "What Kind Of Love", brano interpretato a tre voci da Sammet, Kiske e Amanda Sommerville che avrebbe fatto la sua figura al posto di Celine Dion sulla colonna sonora di Titanic. Un disco perfettamente riuscito nel suo intento di raccogliere consensi facili senza esporsi eccessivamente a critiche. Quanto basta per meritarsi l’applauso di rito, ma non ancora la lode per l’impressione artistica.